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SEZIONE  LE FRASI IMPORTANTI DI GRANDI MAESTRI

SEZIONE  LE FRASI IMPORTANTI DI GRANDI MAESTRI

Pubblicato il 30/09/2019

Non possono mancare le massime storiche importantissime e sempre attualissime di Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, leader spirituale del Tibet. 
- “Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero non morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.” 
- ”Per poter volere trasformare la mente, dovete essere persuasi della necessità di trarre pieno vantaggio dalla vostra vita come umani.”  
L’amore  e la  compassione (nel senso buddhista) aprono il cammino alla nostra vita interiore riducendo lo stress, la s?ducia e la solitudine. Concordo con quanto mi ha recentemente detto un medico occidentale, e cioè che le persone che ricorrono spesso ai termini «io», «mio» e «me» sono più a rischio di attacchi cardiaci.”  
- “Ci sono due giorni all’ anno in cui non si può fare niente. Uno si chiama ieri e l'altro si chiama domani, perciò, oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere! 
- “Per essere veramente felici in modo duraturo è necessario riconoscere innanzitutto la realtà della sofferenza.    
Forse all’inizio è deprimente, ma alla lunga ci si guadagna.“  

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Promuoviamo
" l'armonia e il rispetto tra le tradizioni religiose”
Articolo scritto da Piero Verni
Foto di Giampiero Mattolin
Dharamsala, Himachal Pradesh, India settentrionale, 28 settembre 2020:
Sua Santità il 14° Dalai Lama Tenzin Gyatso ha   partecipato via telematica ad una conversazione su “Compassione e Misericordia” valori comuni sia all’Islam sia al Buddhismo organizzata congiuntamente dal Muslim Youth Movement of Malaysia (ABIM) e dal Tibetan Buddhist Culture Centre (TBCC), Malaysia. Il presidente del TBCC, Casey Liu, ha dato il benvenuto a Sua Santità e agli altri partecipanti. Ha quindi introdotto Muhammad Faisal Abdul Aziz, Presidente dell'ABIM e moderatore della sessione. Ha iniziato con il tradizionale saluto musulmano "As-salam alaykum" e ha presentato Sua Santità, ricordandone l’impegno a promuovere la consapevolezza dell'unicità dell'umanità, l'armonia inter religiosa, la conservazione della cultura tibetana e dell'ambiente tibetano, nonché la rinascita dell'antica conoscenza indiana.
Ha poi presentato il Professor Emerito Datuk Osman Bakar, che detiene la cattedra di Epistemologia e Studi sulla Civiltà

 

presso l'Istituto Internazionale del Pensiero e della Civiltà Islamica (ISTAC) e lo ha invitato ad aprire la conversazione. Dopo avere premesso di ritenere un grande privilegio partecipare ad una conversazione con il Dalai Lama, il docente ha affrontato alcuni temi cardinali nel pensiero islamico come la misericordia e la sharia sottolineando come quest’ultima sia stata data come guida e misericordia da Dio legislatore, non per un senso di costrizione o di applicazione punitiva, ma per la sua compassione, misericordia e gentilezza. Il Professore ha concluso che, poiché tutti gli esseri umani hanno un seme di compassione e di misericordia, queste qualità sono tra i loro attributi essenziali. Nella sua risposta, il Dalai Lama ha tra l’altro affermato, “In primo luogo, è un grande onore per me incontrare i musulmani malesi. Durante la mia infanzia, nel mio piccolo e remoto villaggio c’erano famiglie musulmane tra i nostri vicini. Poi, quando sono arrivato a Lhasa, ho saputo che era tradizione del governo tibetano invitare i rappresentanti della comunità musulmana a tutte le funzioni ufficiali.
Storicamente, ai tempi del Quinto Dalai Lama, alcuni musulmani del Ladakh hanno trovato la strada per Lhasa. Il Dalai Lama li ha accolti e ha concesso loro un pezzo di terra su cui costruire una moschea”. Ed ha proseguito raccontando una storia relativa alla sua infanzia. “Il governo tibetano aveva inviato delegazioni per cercare la reincarnazione del XIII Dalai Lama. C'erano state indicazioni che era nato in Amdo. La delegazione nella zona intorno a Kumbum, da dove vengo, ha fatto una breve lista di tre ragazzi. Essendo morto prematuramente uno di loro, gli altri due vennero portati al cospetto del signore della guerra locale, Ma Bufang. Mia madre mi disse che quando l'altro ragazzo arrivò davanti a Ma Bufang era timido e spaventato. Il signore della guerra gli offrì dei dolci, ma lui si avvicinò, ne afferrò una manciata e si voltò. Quando arrivò il mio turno, ero apparentemente composto e non avevo paura. E quando mi offrì dei dolci, ne presi uno per mia madre e un altro per me. Allora Ma Bufang mi guardò negli occhi e disse: "Questo ragazzo è il Dalai Lama". Quindi, un po’ ironicamente, potremmo dire che questo Dalai Lama è stato riconosciuto per la prima volta da un signore della guerra musulmano. Comunque, sembra che ci sia stato un legame speciale”. Dopo aver ricordato come nel Tibet tradizionale i musulmani godessero di una completa libertà religiosa, il Dalai Lama ha parlato del suo impegno in favore dell’armonia tra le differenti fedi religiose sottolineando come tutte, pur con differenti parole, cerchino la felicità e il benessere degli esseri umani. È fondamentale che lavoriamo per incoraggiare l'armonia inter religiosa, perché vediamo ancora troppi casi di lotta e di uccisioni in nome della religione. È particolarmente triste quando le tradizioni il cui scopo è quello di 
promuovere l'amore e la compassione diventano una causa di violenza. Abbiamo tutti la responsabilità di aiutare a risolvere questi conflitti. Per esempio, anche se non ho sentito parlare di alcun litigio tra le tradizioni sciite e sunnite in India, credo che tale antagonismo abbia luogo altrove. Come monaco buddhista, mi impegno a incoraggiare ovunque l'armonia e il rispetto tra le tradizioni religiose”. Dopo essersi dichiarato completamente d’accordo, il professor Osman ha chiesto a Sua Santità cosa si può fare per rafforzare quanto le tradizioni religiose hanno in comune. Sua Santità gli ha risposto che, a partire dal 1975, cerca sempre di rendere omaggio ai luoghi di culto di altre tradizioni. Quella pratica iniziò a Sarnath visitando una chiesa, una moschea, un tempio indù e un tempio buddhista. Ha ricordato inoltre che una volta a Gerusalemme fece visita a chiese, moschee e sinagoghe rendendo omaggio a ciascuna di esse. La conversazione è proseguita affrontando temi fondamentali della riflessione religiosa quali la compassione, l’altruismo, la preghiera, l’impegno verso tutti gli esseri senzienti e altri ancora.


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